La pastorale di Carpino

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Il repertorio dei cantori e suonatori di Carpino (Foggia) è tipico delle “scholae” della tradizione pastorale del Gargano. I brani ricorrenti e preferiti sono le “tarantelle” e le “arie” unite spesso in un’unica forma chiaramente bipartita e differenziata. Le “tarantelle” di Carpino, come quelle di Nardò, non assomigliano a quelle stilizzate e a tutti note: sono intessute di svariate tecniche vocali (melismi, attacchi glissati, cadenze gridate e improvvise, tremoli e singhiozzi) che esulano da qualsiasi stilizzazione colta. Quanto allo stile delle “arie” è uno stile “lungo”, dal prevalente carattere discendente, dal registro molto acuto, gridato e tenuto, con “ambitus” molto ampi, scale “modali” e per toni interi, con intervalli in genere al di sotto del semitono temperato. La libertà delle voci è favorita dalla indeterminazione tonale della “chitarra battente”, con le sue 5 o 6 corde, con un ciclo tonale mono-tono e limitato, tali da essere un sottofondo uniforme ed elaborato, molto simile a quello ottenuto dagli strumenti a corda e a plettro del vicino Oriente. I testi verbali delle “arie” e delle “tarantelle” cantate sono d’amore, satirici, religiosi, mentre la scrittura musicale rimane la stessa, qualunque sia il contenuto espresso. L’ “aria”, che si trova nel mezzo della “serenata”, era un tempo cantata durante la processione del Venerdì Santo, sì da poterla collegare alle “saetas” castigliane o alle “copias” sud-americane, secondo uno stile vocale, ed anche polivocale, che va dalla Sardegna fino al Golfo Persico. Quanto alle figurazioni della danza esse rientrano in quelle cosiddette di corteggiamento e del fazzoletto in particolare, con movimenti e passi anch’essi fuori da qualsiasi stilizzazione culta. [Roberto Leydi, 1967].

1954 -Nel pieno boom economico degli anni Cinquanta del secolo scorso avviene una svolta importante negli studi sulle tradizioni musicali del Gargano e dell’Italia in generale.
Il Gargano viene interessato per la prima volta da tali studi nel 1954, da Alan Lomax e Diego Carpitella, nell’ambito di una ricerca sistematica su tutta la penisola commissionata dalla Columbia World Library and Primitive Music, che li porterà a registrare circa 3000 documenti. La raccolta conservata presso gli Archivi di Etnomusicologia, presso l’accademia di S. Cecilia in Roma, comprende 53 documenti sonori, con vari organici vocali e strumentali, registrati nei comuni di Sannicandro  Garganico, Cagnano Varano,  Carpino e Monte Sant’Angelo, archiviati con numero 24b.
Senza saperlo, Alan Lomax e Diego Carpitella il 23/24 Agosto di quell’anno riesumano la Tarantella del Gargano. L'interesse su Carpino parte da Vincenzo Grossi e dalla sua “Alla Carpinese”.
1957/58 nel corso di tre viaggi intrapresi sul Gargano Roman Vlad effettua una raccolta (di proprietà e in possesso della Titanus) finalizzata alla creazione delle musiche del film “La Legge” di Dassin quasi interamente girato nel paese di Carpino, attori principali Marcello Mastroianni, Paolo Stoppa e Gina Lollobrigida.
1966 - Il 10 dicembre dello 1966  Diego Carpitella e Roberto Leydi, che stanno preparando uno spettacolo a Milano con cantori e suonatori tradizionali,  si recano a Carpino  per effettuare una raccolta di canti del paesino garganico. È importante rilevare che in quest’occasione viene registrata la cosiddetta Accomë j’èja fa’ p’amà ’sta donnë, che tanto successo ha avuto presso i gruppi di riproposta, in realtà un sonetto (sunèttë) nella forma di tarantella alla mundanarë.
1967 - Dopo questa raccolta il gruppo di Carpino (Rocco Di Mauro, Andrea Sacco, Gaetano Basanisi, Giuseppe Conforte, Angela Gentile e Antonio Di Cosmo) viene invitato a Milano, nel  marzo del 1967, a partecipare allo spettacolo “Sentite buona gente ” presso il Teatro Lirico, con un notevole successo di pubblico. Antonio Maccarone assiste allo spettacolo.
1970 - Roberto Leydi pubblica: Folklore Musicale Europeo (Serie di 3 LP, Albatros/Vedette Records).
1972 - L’iniziatore di una lunga operazione di riproposta della Tarantella del Gargano è invece Roberto De Simone che con la Nuova Compagnia di Canto Popolare pubblica LP lo guarracino (Ricordi, SMRL 6151).
Negli anni Settanta/Ottanta del secolo scorso, altri ricercatori, prevalentemente locali, si cimenteranno nella raccolta di documenti di tradizione orale. Ricordiamo tra i più importanti: Francesco Nasuti di Monte Sant’Angelo, Raffaele Cera di San Marco in Lamis, il gruppo che opera all’interno del Centro di Studi Garganici di Monte Sant’Angelo, Eugenio Bennato e Carlo d’Angiò e Giuseppe Michele Gala.
1976 - Eugenio Bennato e Carlo d’Angiò con i Musicanova pubblicano Garofano d’ammore (Philips-Phonogram), LP che farà conoscere al pubblico di massa i sonetti di Carpino.
Carlo D’angiò - Cominciammo a ricercare a Giugliano (nord Napoli) avendo il primo contatto con la tarantella, che poi avremmo continuato a ricercare in tutto il sud, fino ad individuarne quella che, a mio parere, è l’espressione più alta, mitica: quella del Gargano. Arrivammo a Carpino, con Roberto De Simone, nel ’70, e fummo i primi a raccogliere le “Tarantelle del Gargano”.
Eugenio Bennato - Pescammo nel patrimonio di queste zone alcune canzoni che ci avevano profondamente impressionato. La gente di Milano pensava che fossero gospels americani non canti del Gargano.
In questo periodo vengono pubblicate varie raccolte di canti popolari, encomiabili per l’aspetto letterario, ma di dubbia scientificità nella trascrizione e nell’analisi delle musiche e dei comportamenti musicali.
A partire dai primi anni del 1980, ad opera del Centro Studi di Tradizioni Popolari del Gargano e della Capitanata, che collabora con la cattedra di Etnomusicologia dell’Università degli Studi di Bologna, vengo iniziate le prime ricognizioni etnomusicali eseguite con sistematicità e rigore scientifico, sotto la supervisione di Roberto Leydi.
Nel 1987 è la volta della raccolta operata da Ettore De Carolis depositata presso l’Accademia di Santa Cecilia e archiviata al numero 135. La raccolta contiene 23 brani registrati tutti a Carpino, 2 racconti effettuati da Francesco Solimando, cantore di Sannicandro, e si completa con 28 “foto che scattai. Non professionali, ma che raccontano...".
Nel 1988 Roberto Leydi torna a Carpino è raccoglie i canti di Antonio Piccininno.
1996 - ROCCO DRAICCHIO (musicista del gruppo Al Darawish), nativo di Carpino, concepisce il Carpino Folk Festival, il festival omaggio alla tradizione musicale popolare.
L’idea portante è quella di ricreare una particolare situazione e un particolare stato emotivo, il cui modello fosse la performance degli anziani Cantori del paese capaci di dare vita ad un esperienza festiva vissuta collettivamente attraverso i suoni antichi della tradizione popolare. Raggiungere qualcosa di più urgente e di più arcaico, che gli ideali dello sviluppo economico e della modernizzazione hanno contribuito a reprimere: la festa popolare.
Fin dall'inizio il favore riscosso tra il pubblico e tra gli addetti al settore dimostra la validità dell'intuizione di Draicchio.
1997 - Viene fondata l'Associazione Culturale Carpino Folk Festival per ripetere negli anni quell'iniziale felicissima esperienza e per avviare un progetto complesso di tutela del patrimonio artistico culturale della musica popolare del Gargano. Da questo momento, le serenate contadine e le tarantelle escono dai sotterranei di Carpino e grazie anche ai suoi Cantori valicano i confini locali e nazionali per divenire le musiche tradizionali tra le più belle al mondo.

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