RE NILIU

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Al Carpino Folk Festival 2016

RE NILIU

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Re Niliu, il cui nome rievoca una grotta scavata nella roccia calcarea del Monte Tiriolo, era il regale protagonista di una leggenda popolare: innamorato di una giovane popolana, disapprovata dalla famiglia, rimase vittima della maledizione dei genitori che gli augurarono di liquefarsi come cera, colpito dai raggi del sole. Proprio per offrire un’occasione di riscatto al re sventurato, e perché no alla propria martoriata terra, nell’ostinata Calabria di fine anni ’70, precisamente nella città di Catanzaro, Ettore Castagna, musicista nonché antropologo, con un gruppo di musicisti conterranei, fondò una band di musica etno/popolare, denominata appunto Re Niliu.

Un progetto che nel giro di pochi anni, con il supporto di numerosi musicisti che si sono alternati nella collaborazione con la band (il nucleo storico della band comprendeva tra gli altri Danilo Gatto alla fisarmonica e organetto, Sergio Di Giorgio ai fiati, popolari e non, Salvatore Megna alla voce), è riuscito a diffondere nell’intero territorio regionale, nazionale, e addirittura europeo, il piacere della riscoperta di tradizioni e armonie di una terra a volte immemore delle vene popolari della propria musica. Tra gli anni ’80 e l’inizio del terzo millennio, il gruppo ha dato vita a quattro album, esempi rimasti storici di mix tra popolare (vero) e pop, rock, funk, etnico. Voci contadine e melodie di antichi strumenti come zampogna, lira, doppio flauto, organetto, ben amalgamati a strumenti elettrici e digitali.

Lare niliu in a cosmic ear maledizione, però, sopraggiunse anche nel gruppo calabrese: nel 2001 decisero di sospendere la propria attività, ma la passione per la musica, l’intimo legame con i luoghi d’appartenenza, li ha spinti a riattivare il percorso interrotto, tornando sulla scena con un nuovo album, In a cosmic ear, pubblicato il 12 gennaio. “Il nostro batterista, Mimmo Mellace, tentò di promuovere una reunion della band nel 2009, in occasione dei trent’anni dalla fondazione del gruppo, ma l’idea non si concretizzò. Verso il 2012 ho iniziato a crederci anch’io coinvolgendo qualche altro componente come la storica voce del gruppo, Salvatore Megna. Così, Re Niliu ha ritrovato vecchi protagonisti, ai quali si sono aggregati nuovi elementi” dichiara Ettore Castagna, storico fondatore della band, illustrando l’intreccio di suoni folk, rock ed elettronici, la sperimentazione ingegnosa di generi musicali difformi, che dopo 15 anni di silenzio ha determinato il nuovo progetto musicale.

Tratteggiando i colori vividi e i contorni decisi di una terra bella quanto dannata, i Re Niliu fanno riecheggiare nella mente suoni e temi contrastanti. Ed è proprio l’ambizione che tale sound inconfondibile si propaghi nel cosmo a suggerire il titolo dell’album, In a cosmic ear, ispirato ai versi del poeta calabro-canadese, Antonino Mazza. “Il racconto di una Calabria cosmica, patria accogliente, capace di ascoltare tutti ed essere dono per il mondo, punto di incontro di migranti e molteplici identità” conclude l’artista catanzarese, palesando un legame inscindibile con la sua terra natia che definisce “un tatuaggio interiore indelebile: cinque su sette componenti dell’attuale band non risiediamo in Calabria da anni. Il lavoro ci ha portato altrove, come pure la musica, ma questo è il nostro viaggio emozionale”

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